Pochi Spiccioli per una Rivoluzione Digitale
28/03/10 | 1 Commenti
L'eventualità di pagare qualcosa online è da sempre una questione molto sentita dagli utenti, abituati a vivere la rete con l'equazione Internet = Gratis , a partire dal fenomeno del File Sharing, per finire ovviamente a riviste e portali online.
Dall'altra parte, quella degli editori online, abituati oggi a far quadrare i bilanci con la sola pubblicità, l'eventualità di incassare extra ricavi da abbonamenti e simili, rappresenterebbe una ottima occasione per potersi concentrare sulla qualità del prodotto e non più sulla quantità come accade oggi.
Chi gestisce un sito, oggi, punta ad ottenere il massimo traffico possibile, spesso tralasciando la qualità effettiva del proprio prodotto editoriale e puntando tutto sull'acquisizione traffico, in modo magari anche ai limiti dello spam, come dimostrano diversi casi su Google News.
Faccio una constatazione a livello personale che mi ha fatto spesso riflettere sulla questione di pagare qualcosa per avere un prodotto migliore.
Alcuni miei siti, che gestisco da diverso tempo, raccolgono anche 700-900.000 utenti unici mensili che si trasformano, nel 5-6% dei casi, in click pubblicitari o transazioni pay per action capaci di generare un guadagno.
In questa ottica, come editore che vive di sola pubblicità, mi pongo principalmente due obiettivi da centrare ogni mese: ottenere il maggior traffico possibile e, successivamente, aumentare il CTR di utenti che finiscono in un modo o nell'altro nelle fitte maglie delle sponsorizzazioni presenti nel sito, a costo di rimetterci sulla qualità del mio prodotto.
Immaginate ora uno scenario decisamente diverso, dove gli editori e chi sviluppa i vari portali, fossero obbligati a puntare solo sulla qualità a discapito della quantità, cercando di fornire un prodotto utile e di ottima fattura, sacrificando magari anche migliaia o decine di migliaia di visitatori al mese e lasciano più spazio ai contenuti che ai messaggi pubblicitari.
Basterebbe che ogni utente che visita il mio sito, pagasse appena 5 centesimi al mese, ovvero meno di un Sms, per consentirmi di eliminare definitivamente ogni sorta di elemento pubblicitario, diretto ed indiretto, e consentendomi di ottenere dei budget più che adeguati a fornire un prodotto editoriale decisamente superiore.
Se il vostro sito preferito, il portale di riferimento o la vostra community vi chiedesse il sacrificio di 5 o anche 10 centesimi al mese, non sareste disposti a privarvi di tale somma per ottenere un prodotto decisamente migliore?
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Anche troppo Contestuale
26/11/08 | 1 Commenti
Va bene che la pubblicità su Internet deve essere contestuale, o si rischia di buttare byte e soldi nel vuoto, però questa mi sembra un pò esagerata:

E' apparsa stamattina su Facebook, non certo sul sitarello dell'amico del cugggino :-).
Se l'algoritmo di associazione pubblicitaria mi fa vedere questo spot, mi sa che devo iniziare a preoccuparmi?
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Tradedoubler 2 Google 0. Ottima impressione per Ad Match
07/04/08 | 1 Commenti
.... questa volta è Tradedoubler, leader nei sistemi Pay Per Action, ad avventurarsi nel mercato dei banner contestuali, ovvero su elementi pubblicitari in grado di proporre sponsor in base al contenuto della pagina stessa, presentando ....
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Sopravvivere senza Google. E' possibile?
12/10/07 | 5 Commenti
Prendete il vostro core business o il vostro cliente più importante. Ora, immaginate che da questo istante tutti i siti relativi fossero bannati per sempre da Google, senza possibilità di cambiare dominio o ricorrere ad altre soluzioni.
Il vostro business è in grado di sopravvivere senza Google?
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Tradedoubler 1 Google 0. Delusione Google Refferal
02/07/07 | 2 Commenti
Guardando il pannello di Adsense mi sono accorto della presenza su Google Refferal di programmi esterni da Google con remunerazione ad "Action".
Non più solo Firefox e Google Pack, remunerati rispettivamente 1 dollaro e 2 dollari per ogni download, ma anche un'altra serie di prodotti divisi in varie categorie.
Ho dato un'occhiata ai vari programmi e... la cosa mi ha lasciato piuttosto deluso per tanti motivi:
1) Programmi per lo più ridicoli sui quali non metterei mai la faccia (tanto per citare il "Make money online", ci mancava solo il venditore di viagra o del famigerato cialis ...);
2) Pagamenti ai limiti del ridicolo (tanto per dire 3-4$ su prenotazione di un volo... );
3) Mancanza di qualunque forma di integrazione/contestualizzazione del messaggio (alcuni testi e alcuni link sono ai limiti della vergogna... citando il link "Voli Ibiza Vuelos Ibiza")
Beh.. credo che per la prima volta Google abbia lanciato un nuovo servizio "non da Google" ma come qualunque altro player sul mercato...
E per ora Tradedoubler 1 Google 0.
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Advertising: dal contenuto della pagina alla keyword di ingresso
31/05/07 | 0 Commenti
La perfetta armonia tra contenuto della pagina e contenuto del messaggio pubblicitario pensia sia stata una delle grandissime novità introdotte da Google Adsense in un panorama pubblicitario elitario e piuttosto stagnante come quello italiano nel periodo post bolla.
Sintetizzare ogni singolo contenuto pubblicitario in una keyword e poi in base alla stessa gestirne la visualizzazione e pubblicazione, ha permesso a tanti piccoli e piccolissimi publisher di monetizzare il proprio traffico senza dover conoscere nemmeno le basi delle tecniche pubblicitarie, trasferendo l'onere conoscitivo ad un algoritmo esterno.
Sfruttando lo stesso principio utilizzato dai software di rilevazione e analisi del traffico Web, ho provato a modificare il mio adserver in base a 3 regole principali:
1) una keyword che sintetizzasse il contenuto della pagina;
2) una keyword ottenuta analizzando la keyword di ingresso utilizzata dai visitatori (per il traffico ottenuto dai motori di ricerca ovviamente);
3) una o più keyword per ogni sponsor.
In base a queste tre parole chiave, ho impostato quindi l'erogazione dei banner pubblicitari e delle varie componenti permettendo cosi di sincronizzare pagine, sponsor e chiave di accesso del visitatore armonizzando cosi il messaggio pubblicitario in base sia alla pagina sia alle potenziali necessità del visitatore.
La prova l'ho fatta sfruttando i vari programmi di affiliazione di Tradedoubler, potendo cosi testare il sistema in un modello di business orientato al Pay per Action piuttosto che al semplice Pay per Click dal quale si potrebbe rilevare un eventuale incremento numerico dei risultati ma non qualitativo, fattore oggetto del test stesso.
Su 50 pagine "taggate", associate a 25 diverse soluzioni pubblicitarie e su un numero quasi infinito di keyword di entrata, i risultati sono stati particolarmente interessanti e hanno dimostrato che diversamente dal sistema adsense, che tiene conto della pagine che espone la pubblicità, un modello pubblicitario costruito intorno al navigatore ottiene risultati decisamente migliori soprattutto nei sistemi Pay per Sale che spesso devono puntare ai grandi numeri per ottenere risultati soddisfacenti.
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Metti il tuo pacco in buone mani
25/09/06 | 4 Commenti
In Italia abbiamo i Paguri ma.... in Svizzera hanno decisamente di meglio.
E pensate che un mio collega lo usa come sfondo desktop in risoluzione 1024 ;)
Questi svizzeri... Comunque carina come pubblicità, un pò in stile Saratoga in Italia che da molti anni ormai ripresenta lo stesso spot cambiando la modella e migliorando un pò gli effettiv visivi, anche se l'ultimo spot è, a mio avviso, fatto molto bene.
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