Contenuti: tutti ne parlano, nessuno investe

03/11/06 seo Traffico e Link 8 commenti 3126 letture
Contenuti: tutti ne parlano, nessuno investe
Strano il mondo del Web: tutti a parlare della stessa cosa e girato l'angolo, tutti a fare l'esatto contrario.

Soprattutto negli ultimi mesi si parla sempre più dell'importanza dei contenuti in un qualsiasi progetto Web.
Chiunque ne parli, e allo stesso tempo ne sappia anche qualcosa, considera il contenuto delle pagina importante per almeno il 50% tra tutte le varie componenti.

A riguardo avevo scritto un post "Meglio 100 euro di ppc o di contenuti?" in cui in modo provocatorio mi chiedevo se portavano più benefici 100 euro di pay per click o 100 euro di contenuti ben scritti.

Robin Good con un post fresco di giornata, riflette la questione del perchè i contenuti automatizzati e illegibili non portano guadagni evidenziando come la qualità in molti casi è decisamente più redditizia della quantità.

Guardando il mondo Web degli ultimi mesi non si è ancora mosso nulla. Tolti coloro che nel Web ci lavorano e in molti casi ci campano, di contenuti non ne vogliono proprio sapere.

E pure in molti casi la realizzazione di un contenuto interessante diventa semplicemente un rendere disponibile quello che sono le proprie idee e i propri appunti di lavoro, un'evoluzione quasi ovvia e naturale si direbbe.

Non è certa richiesta la riscrittura della Divina Commedia tanto per intenderci, eppure resta una certa diffidenza nel voler investire in contenuti, forse perchè ancora oggi non si comprende il motivo per cui una persona accenda il computer e navighi in rete.

Nei siti che gestisco personalmente, dedico moltissimo tempo della settimana lavorativa, ormai prossima alle 60 ore, alla realizzazione dei contenuti stessi: nonostante disponga di persone che realizzano contenuti, la reputo un'attività cosi importante da impegnarmi in prima persona e difficilmente delegabile visto che proprio sui contenuti baso i miei guadagni di piccolo webeditore ;)

Perchè per esperienza personale posso dire che i contenuti ripagano chi li produce/acquista ben oltre il loro costo, con una redditività elevatissima che il Pay per click, per quanto ben impostato e progettato non arriverà mai.

E non a caso, i contenuti più redditizi sono quelli scritti meglio, capaci di diventare da soli un buon motivo per visitare un mio sito, attrarre visitatori e al tempo stesso attrarre link, di quelli buoni intendo, avviando cosi un circolo virtuoso capace di incrementare a dismisura valore del sito e relativi guadagni.

Non a caso i siti di miglior qualità editoriale si ritrovano spesso tra i siti più letti nei propri segmenti di categoria: premiati dai lettori prima, da Google poi.
  1. Fabrizio Ventre

    Mi occupo di SEO e Lead Generation. Sono appassionato di tecnologia e innovazione e fondatore di alcune importanti testate hi-tech. Attualmente CoFounder e Seo Manager presso Omniaweb, Cofoudner Tag Padova, Hostplace.

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Commenti

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    Credo che il problema sia proprio quello che hai evidenziato. spesso la creazione di contenuti validi non è delegabile....

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  2. Avatar

    Abbiamo delle utenze internet, e dei gestori di siti internet, che non sfigurerebbero in un capitolo dell' ariosto: fantastiche chimere di un mondo che non c'è, speculano di contenuti e di qualità dei contenuti (cioè di entrambe quelle cose che gli stessi oratori non sono mai stati capaci di produrre), evidentemente persuasi che il potere della parola, una volta profferita, convocherà la entità chiamata alla stessa maniera con cui mefistofele si presenta nello studio di faust.

    sul manuale del buon webmaster, abbondano le buone intenzioni e i buoni principi solo affinchè se ne possa fare scempio più impunemente.

    abbiamo infatti una internet la cui qualità, quando è presente, più che impegnata a farsi notare è impegnata a sopravvivere alle cattive lezioni che simili webmaster impartiscono alle loro utenze con i fatti nel mentre che con le parole predicano uan altra cosa. la qualità non si nota, in questo mare inquinato.

    intanto, l'egoismo. io sto qui e scrivo e non mi interessa se aggiungo keywords al blog di un altro: fin tanto che la discussione è intelligente, ho il mio guadagno morale, e siccome non si vive di solo pane, anche una chiaccherata intellettualmente valida mi ripaga - e un link su un blog che leggeranno in 2 non mi rende certo popolare...
    ma troverete milioni di webmaster che ragionano (arriva il francesismo, pronti?) a chiappe strette.

    pensate forse che un webmaster voglia l'innovazione? scordatevelo. gli imprenditori nella media sono _avversi_ al rischio. e non c'è un solo webmaster che, potendo assumere una scimmia ammaestrata, gli preferisca un genio stravagante: non vogliamo guastafeste e provocatori qui!

    ecco quindi che nel playbook del buon webmaster si parla della necessità della _innovazione_ (quanti siti contate che fin dalla prima pagina si dicono "leaders in innovation"?), ma nella pratica fanno questo: si copiano l'uno con l'altro.

    ...continua...

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  3. Avatar

    ...continuato...
    quale è la parola spam? devo dividere il post per individuarla. mi spiace. non c', ma non vien detto quali criteri stanno individuando uno spam che non c'è....

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  4. Avatar

    Arriva un tale, magari è il primo, avvia un sito che offre un servizio e lo infarcisce con gli sbagli più pazzeschi:

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  5. Avatar

    (omissis)
    e lo infarcisce con gli sbagli più pazzeschi (omissis) inevitabilmente. arriva dopo di lui un altro e siccome vede che il primo ha successo, lo copia fin nei più minuti dettagli: avesse a correr rischi inutili...

    a questo punto i paradigmi sbagliati, veicolati sulle capaci spalle di questi imprenditori del web dalle visuali ben strette, si propagano _esattamente_ come un virus informatico, si installano nei computer di tutti i naviganti, e instaurano una aspettativa al cattivo gusto dettata dalla abitudine all' errore famoso.

    come il cane di pavlov che saliva alla vista di un colore o al sentire un suono perchè lo associa al cibo, le nostre diseducate udienze associano un giudizio estetico (è "bello", è "ben fatto") all' unico paradigma sbagliato che la propagazione di quel virus gli ha insegnato a rispettare.

    ecco quindi testi scritti in font 9px dappertutto (non solo nei comandi sofisticati demandati a power users), sfondi chiari con testo grigiastro, pagine dove il blog sta nel 35% della colonna e il resto è il deserto dei tartari del bianco (per le annotazioni del navigante?), testi rigorosamente giustificati a sinistra (che sarebbe il meno, seppure secoli di gutemberg suggerirebbero il giustificato), blog sommersi da 20 banner pubblicitari (potrei fare i nomi di siti multi milionari).
    questo e molto altro l'utente lo considera, per abitudine, "bello", giusto.
    apri un blog, e trovi subito testi minuscoli. questo sito fa eccezione, e non lo dico per cortesia da ospite.

    se fornisci allora al lettore font 13 px, quello è _capacissimo_ di dirti che lo legge male - e sì che tra 9 o 10 pixels e 13 o 14, dove risieda la migliore leggibilità non è disputabile.
    se fornisci al lettore il 90% della pagina con il testo, si lamenta che mancano i margini bianchi al 60%. se non lo cirocndi di banner, dice che non si orienta - ma su my space si orientano benissimo invece: la motivazione del successo dato da 150 milioni di utenti fa miracoli...

    perchè dovrebbe fare differenza per i contenuti allora? il trash ha avuto successo un giorno, dunque a forza di copiarlo lo avrà ancora.

    chi ha fatto della paura il nume tutelare della propria iniziativa, dovrebbe avere il buon gusto di non predicare nè la audacia nè il coraggio. e chi la qualità dei contenuti si è sempre premurato di scongiurarla, non dovrebbe fingere di averla auspicata.

    hai in altre parole ragione: parlano dei contenuti, sì: ma di quelli che _non_ vogliono.

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  6. Avatar

    Grazie per i tuoi preziosi commenti che più che commenti starebbero bene incollat al post principale.

    concordo con quello che tu dici ma in parte è comunque giustificabile; i bilanci si fanno riempiendo le casse di soldi e non di altro..

    e purtroppo finchè la gente non riuscirà a fare selezione attiva su quello che vede ogni giorno e continuerà ad essere semplice navigatore passivo la vedo molto molto dura...

    comunque resto ottimista; se penso a internet di qualche anno fa tutto sommato stiamo facendo passi da gigante.

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  7. Avatar

    Per i problemi di "spam" sto testando un sistema per arginare il problema dei commenti inviati da sistemi automatici... e non solo.

    analizzo tutti i messaggi "spam" che vengono salvati nel db e da quelli cerco di estrarre stringhe più lunghe possibili che identificano con certezza attività poco gradita.

    mi scuso per il disturbo ma prendila dal lato positivo: hai contribuito al progresso tecnico di questo blog ;)

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