Per fare SEO non ti serve un blog

12/12/16 seo Seo altro 1 commenti 2098 letture
Per fare SEO non ti serve un blog

Ti hanno sempre detto che per posizionarti meglio devi avere un blog, vero? Probabilmente lo hai letto e sentito ovunque tra libri, corsi e altro ancora.

Dall'espereienza di 16 anni di lavoro e oltre 500 siti promossi, posso dirti che meno del 10% dei siti che ho gestito, sviluppato e promosso necessitavano realmente di un blog ai fini della SEO. Anzi, molto spesso proprio il blog è stato uno dei lati negativi da gestire.

Il blog spesso non è la scelta migliore, anzi; soprattutto per i progetti entry level o per gli utenti alle prime armi, un blog rappresenta spesso fonte di infiniti problemi e depotenzia non poco le attività.

I blog sono scomodi, complicati e per la loro natura tendono a offrire una scarsa catalogazione dei contenuti con il risultato di essere poco pratici.I blog sono nati per fare il blog mentre oggi vengono spesso utilizzati per mille altri scopi. Chiaramente, snaturandone l'utilizzo, il risultato è quello di utilizzare uno strumento buono per il motivo sbagliato.

Esiste quasi sempre un'alternativa più efficace e performante e sopratutto con una capacità di resa decisamente migliore.

Questa premessa ti sembrerà decisamente strana e in controtendenza con tutto quello che probabilmente hai letto e sentito fin'ora ma dammi 2 minuti del tuo tempo e ti farò vedere che in fondo, ho ragione da vedere. (Nota per i meno esperti: qui si sta parlando di posizionamento di siti aziendali, quelli che spesso vengono erroneamente definiti siti vetrina).

I blog hanno il brutto vizio di performare decisamente poco. Quasi sicuramente, tu stesso avrai un blog, popolato di contenuti con l'unico scopo di intercettare qualche parola chiave.

Bene, che tasso di conversione hai avuto in tutto il 2016?

Se arrivi allo 0.01% viaggi alla grande.

Quanto tempo e risorse investi nel creare contenuti che probabilmente non ti portano nemmeno mezzo contatto qualificato?

Probabilmente tu stesso hai smesso di aggiornare il tuo blog perchè non ti portava molti risultati. E se ancora aggiorni il tuo blog, tendi a scrivere cose di scarsa rilevanza, spinnando, traducendo e parafrasando contenuti altrui.

Quanti clienti sono giunti dal tuo blog? 

Probabilmente un numero talmente limitato e sporadico da considerare il blog unicamente un asset di tipo referenziario - brand performance. Talmente Roi - negativo che non pagheresti mai qualcuno per scrivere al posto tuo, vero?

Approfitto di un commento di Michal Gawel per integrare e rafforzare il concetto:

Nella stragrande maggioranza dei casi, in riferimento al settore PMI, lo sviluppo di Blog in termini di brand rimane un attività aggiuntiva, time consuming, con bassissimo tasso di conversion rate [ e sostanzialmente improponibile e non prioritario ndr] .

Partiamo dall'inizio.

A cosa serve un blog?

Ad una cosa sempice: comunicare.

Il blog corporate nasce come strumemento per veicolare una comunicazione dal basso, un modo attraverso il quale una azienda poteva uscire dalle rigidità comunicative dei flussi ufficiali e favorire lo sviluppo di un tipo di comunicazione  decisamente diversa da quella che solitamente esce da uffici stampa e pr.

Ha senso aprire un Blog se:

- comunico eventi verticali o affini al mio settore di appartenenza;
- collaboro nello sviluppo formativo dei miei potenziali partner, clienti, utenti o semplicemente del pubblico;
- offro punti di vista, consigli e prese di posizioni su determinate situazioni;
- mantengo interazione con il mio pubblico, un dialogo aperto e non controllato.
- sono un brand forte con tanto di community e appassionati.
- offro consigli puntuali in base alla stagionalità o ricorrenze varie.

Queste sono le reali ragioni per aprire un blog.

Per tutti gli altri usi esistono alternative decisamente ben più pratiche, immediate, performanti e controllabili.

Perchè viene spesso consigliato di fare un blog?

Solitamente la motivazione di aprire un blog è riconducibile a due filoni distinti:

1) Avere un sito aggiornato, ovvero con contenuti aggiunti di continuo, migliora la nostra immagine agli occhi di Google;

La prima motivazione è semplicemente assurda e frutto di leggende Seo che nascono nella notte dei tempi.
Secondo queste leggende, un sito aggiornato si posiziona meglio oppure è scansionato da Google più frequentemente. Avrete letto di cavolate sul cambio di data o cose simili, che in realtà corrispondono unicamente a problematiche di strutturazione errata.

In realtà non esiste alcun rapporto reale tra aggiornamento del contenuto e posizionamento.

Chiaro che un'azienda che investe in web marketing statisticamente parlando avrà contenuti più curati e attualizzati rispetto ad un sito fatto nel 2001 e lasciato li a marcire tra tabelle e html 1.0, con prezzi ancora in lire.

Cosi come un sito curato avrà un contenuto editato e sistemato più frequentemente, anche per il semplice fatto che il mondo di evolve cosi come si evolvono esigenze dei consumatori, tecniche di produzione, ecc e i contenuti vanno aggiornati di conseguenza.

Ma non è una questione causa effetto .

Fatta eccezione per query collegate ad eventi e fatti real time, in tutte le altre potrete notare da una semplice ricerca su Google che non esiste alcun rapporto tra aggiornamento e posizionamento.

Provate con query molto competitive come quelle turistiche, finanziarie, immobiliari e via dicendo.

Molto probabilmente, voi stessi avrete un sito non aggiornato da 5 anni che è saldamente ben posizionato. Idem il sottoscritto.

2) Avere più contenuti.

La seconda motivazione, più difficile da smontare, riguarda i contenuti.

Questa motivazione nasce storicamente con il boom di Wordpress ed è riconducibile a due pregresse situazioni ovvero:

- la maggior parte dei siti era fatta davvero male, affidata a incompetenti tanto che all'epoca i siti si compravano allegati alle riviste (della serie, il tuo sito a 99 euro).
- siti scarni di contenuto, limitati a pochissime paginette messe alla bene e meglio con le tipiche pagine chi siamo, servizi e contatti (anche perchè all'epoca era prassi far pagare un tot a pagina).

Da questa situazione, è nata la teoria bislacca che Wordpress si posizioni meglio di un sito normale, a prescindere da come sia fatto.

Semplice questione di statistica: A parità di sito fatto male, ha più possibilità di fare traffico un sito con 3 pagine o con 300?

Wordpress, inoltre, è uno strumento entry level discreto che parte con un buon livello di ottimizzazione e richiede poche competenze per utilizzarlo. Il suo arrivo sul mercato Web è paragonabile a quello di Windows con le sue UI e comandi a portata di mouse in un mondo dominato da MS-DOS, tastiere e comandi da codice morse.

Ora dovresti iniziare a capire che l'equazione Apro un Blog = Faccio Seo è abbastanza inverosimile o per meglio dire, è frutto di un grande equivoco. 

Probabilmente tra utenza poco esperta, l'utilizzo di Wordpress aiuta in quanto è una piattaforma che corregge alcuni degli errori di base tipici de webmaster cuggggini, come per esempio il famigerato "Nuovo Documento" oppure "Documento senza titolo" che ancora oggi va per la maggiore tra i title delle pagine di certi siti.

Quindi non dove fare contenuti?

Assolutamente no. I contenuti servono eccome ma vanno impostati e gestiti in base a chi sei, in quale settore operi e per quale motivo vuoi farli.

La struttura del sito deve assolvere al suo compito originario ovvero di organizzare, supportare e divulgare correttamente tutti i contenuti di base permettendo ai tuoi utenti (e quindi anche a Google), di visitare ogni reparto della tua azienda.

La prima cosa da fare è di progettare un sito web che ben risponda alle esigenze dei tuoi clienti.

Tutti i mercati sono differenti, anche solo per semplice questione geografica, dimensionale, target. Anche due aziende delle stesse dimensioni e nella stessa città, hanno diverse esigenze basate sulle proprie modalità di lavoro.

La metà dei risultati la puoi ottenere strutturando i contenuti in maniera corretta.

Sembra un consiglio ovvio ma pensate che la maggior parte delle aziende si limita a dire chi siamo, cosa facciamo e servizi.
Il tutto in poco più di 3-4 pagine.

Immagina che la tua azienda sia un supermercato.

Il supermercato è suddiviso in macro aree all'interno delle quali troviamo delle aree specifiche e poi una serie di scaffali con la merce raggruppata per senso logico.

Questa stessa logica dovresti applicarla al tuo sito.

Invece di avere una pagina servizi dove ti limiti ad elencare a grandi linee di cosa ti occupi, capovolgi il problema e chiediti, cosa cercherebbe un tuo cliente.

Inizia a suddividere quello che fai in macro aree, settori, raggruppamenti, aree tematiche e trasversali e infine il prodotto o servizio specifico.

Facciamo alcuni esempi pratici.

CASO 1: AZIENDA DI LOGISTICA (esempio valido per tutti i settori industriali - artigianali)

Sei un'azienda di logistica che si occupa di spedire in Italia e all'estero. In base a quello che puoi fare o fai realmente, potresti strutturare le tue pagine "servizi" in maniera logica assolvendo a due compiti: spiegare ai tuoi clienti quello che potresti fare per loro e al tempo stesso crearti le pagine da sparare nella tua strategia di web marketing.

Macro aree: Trasporti nazionali e internazionali

Qui posso suddividere fin da subito i servizi nazionali o internazionali. Questa strutturazione assolve a due compiti: informo i miei possibili clienti che posso fare entrambe le cose e li indirizzo subito verso l'area tematica di interesse.

In base al mio parco mezzi posso gestire diverse tipologie di spedizione, per esempio:

Aree principali: trasporti via mare, via terra, via aria

Aree trasversali: trasporti generici, trasporti speciali, trasporti refrigerati, trasporti ingombranti, trasporto materiali sfusi, trasporto su cisterna

Servizi: ritiro, dogana, stoccaggio, imballaggio, consegna

All'interno della struttura posso inserire delle guide pratiche, per esempio come imballare correttamente un certo contenuto oppure come applicare i sigilli di sicurezza nelle spedizioni. Questo mi permette di invitare l'utente a leggere un certo contenuto nel punto in cui questo contenuto potrebbe rivelarsi utile.

Come vedi, questa strutturazione copre oltre il 90% delle parole chiave e del potenziale traffico qualificato che potrei ottenere dalla SEO.

Posso aggiungere un blog?

Certo. Potrei aggiungere un blog se lo utilizzo per raccontare di quella volta che ho consegnato un iPhone sul monte Everest. Oppure di come mi preoccupo di fare formazione ai miei autisti per una guida sicura. Oppure del fatto che ho appena sostituito i miei camion con modelli più ecologici.

CASO 2: PITTORE

Sei un pittore, lavori in un settore molto polivalente perchè i campi di applicazione sono infiniti cosi come le ricerche sono le più varie e disparate.
Hai necessità di raggiungere le mille e più parole chiave tipiche di questo tipo di settori.
Come fare?

Anche qui la strutturazione dei contenuti dovrebbe avvenire per senso logico, quindi.

Chi si occupa di pittura, solitamente ha tanti sotto servizi.

Avremo quindi una divisione in aree , categorie e campi di applicazione suddivisa anche per tipologia di materiali e attrezzature utilizzate.

Macro Aree: Pittura, Imbianchino, Cartongesso, Decorazioni, Manutenzioni

Categorie: Interni, Esterni, Decorativi, Funzionali, Portanti

Campi di applicazione: porte, infissi, staccionate, pareti

Problematiche: Isolamento, Antimuffa, Umidità

Materiali utilizzabili: ....

Come vedete, anche un semplice imbianchino potrebbe sviluppare un sito web piuttosto ampio, specificando al meglio tutti i campi di applicazione.

Questi potrebbero essere gestiti in parte attraverso la strutturazione di un'area servizi , sia un'area dedicata alle guide e consigli.

In questo settore, come altri simili, possiamo aggiungere un'area di referenze / portfolio mostrando i lavori eseguti e meglio ancora il prima - dopo per mostrare al meglio cosa è possibile fare, catalogati per tipo di intervento.

Posso aggiungere un blog?

Certo. Potrei aggiungere un blog raccontando di casi di successo, casi particolari, spiegando perchè uso certe vernici invece di altri, offrendo consigli per l'automanutenzione di base (soprattutto quel tipo di manutenzione che gli utenti possono farsi da soli e che a me non conviene fare come logica economica).

I limiti di Wordpress e la sua assuefazione

Apro una parentesi su Wordpress che riguarda tutti coloro che usano il sistema standard.

Come anticipato, Wordpress ha avuto il merito di permettere anche alle scimmie di farsi un sito cosi come essendo una soluzione variegata e ben supportata, premette uno startup rapidissimo per tanti settori diversi. Direi ottimo. Purtroppo qualcuno (tanti), si sono dimenticati che Wordpress non è la risposta a tutto e soprattutto, Wordpress come gran parte dei CMS open nasce per assolvere a mille e più compiti. 

Fareste mai un blog con Magento? O uno shop con Wordpress? Tecnicamente si, potremmo benissimo farlo perchè esistono plugin che permettono di usare Magento come blog e vicerversa. Ma si tratta comunque di una soluzione tampone, del classico Tir per spostare 2 uova.

Purtroppo, la facilità e la relativa economicità di Wordpress, creano assuefazione anche laddove i progetti richiederebbero qualcosa di davvero spinto e su misura ( o customizzato chiaramente).

Ad un certo punto della storia, chi gestisce un progetto targato Wordpress, smette di guidare e orchestrare il proprio progetto al meglio e inizia ogni volta a tarare le proprie esigenze in base a cosa permettono i diversi temi o plugin.

Ti rendi conto di essere assuefatto da Wordpress quando per un determinato compito, non imposti la soluzione migliore ma semplicemente quella che qualcuno ha previsto in un determinato plugin o tema.

Il tema non lo permette

Cosi, iniziano a fioccare frasi del tipo "Il tema non lo permette", "Il plugin non lo prevede". Questo, caro mio, è l'inizio della tua fine.

Stai delegando il futuro digitale del tuo progetto a qualche sviluppatore residente in Uzbekistan che non ha nemmeno idea di cosa sia magari un franchising però Theme Forest gli ha suggerito che quello è un settore dove si vendono molti temi, quindi ha prontamente realizzato 10 diverse varianti.

Ma wordpress è facile da gestire.

Questa meriterebbe la fucilazione seduta stante. Stai investendo in un progetto che dovrà portarti risultati oppure dovrà essere facilmente gestibile dai tuoi dipendenti imbranati? Ho provato e testato decine di Cms diversi: avendo almeno le nozioni base e qualche ora sul manuale, si può imparare a gestire tutto.

I miei collaboratori sono abituati ad usare Wordpress

Abbiamo cambiato ed imparato ad usare una valuta monetaria diversa, perchè non possiamo cambiare sistema?

Non voglio essere dipendente da un sistema proprietario

Beh, tra essere dipendenti da un sistema proprietario o utilizzarne uno Open con obbligo di aggiornamento e con update cosi frequenti che ogni volta che premi su aggiorna, devi pregare dio che tema, plugin e altro siano ben sviluppat non pone molte differenze. Esistono tanti sistemi Custom basati anche su Wordpress che non ti obbligano a dipendere da un'unica agenzia.

Wordpress è gratis

Disse Gigi che aveva un sito Wordpress che contenva circa il 7% delle specie catalogate di malware dell'intero pianeta Terra.

 

  1. Fabrizio Ventre

    Mi occupo di SEO e Lead Generation. Somo appassionato di tecnologia e innovazione e fondatore di alcune importanti testate hi-tech. Attualmente Seo Manager presso Omniaweb.

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Commenti

  1. Avatar

    Ciao, giustamente wordpress è una soluzione ma non la soluzione per eccellenza, e il blog non è la risposta quando ci sono carenze a livello di struttura dei contenuti.
    per il resto sì, la scelta di aprire un blog viene motivata troppo spesso da leggende urbane anziché dall'esigenza di avere materiale per comunicare e diventare autorevoli.

    Rispondi
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