Come diventare Seo, quello che devi sapere

30/12/14 seo Seo 1 commenti 2948 letture
Come diventare Seo, quello che devi sapere

Nella mia carriera di Seo, sia presso agenzie, sia come Freelance, mi sono spesso imbattuto in profili Seo di diversa natura, tra Seo provenienti dal marketing, a quelli di origine tecnica e per finire, i più recenti, di origine copywriting.

Visto che tanti mi chiedono consigli su come diventare Seo, quali percorsi intraprendere e che tipo di formazione sarebbe consigliata, ho deciso di scrivere questo post cosi da poter dare un mio personale suggerimento a tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione.

Pensando alle tante situazioni affrontate in questi 15 anni di lavoro, mi sono fatto un'idea personale su quali caratteristiche e quali conoscenze dovrebbe avere un Seo per poter essere completo e pienamente operativo.

Diversamente da prima, dove il Seo poteva operare nei suoi spazi in totale autonomia progettuale, senza interferire con tutti gli altri processi, oggi la figura del Seo deve essere in grado di operare a tutti i livelli, potendo generare una strategia che tenga conto della complessità di valori richiesti oggi dal sistema web.

Il mio percorso, diversamente da tanti altri, è un profilo tecnico che poi si è spostato verso un'area più umanistica, mantenendo però inalterata l'operatività tipica di un programmatore.

Considero questo profilo un punto di forza e direi ideale per affrontare tutte le sfide oggi richieste dal mercato.

Il Seo ideale dovrebbe essere un mix più completo possibile di conoscenze. Quante più cose si conoscono, maggiore è il ventaglio di scelta disponibile.

Il web di oggi richiede una specializzazione sempre più sofisticata che rende impossibile essere completi.

Tuttavia, la mia ricetta ideale sarebbe:

- ottima conoscenza di programmazione lato server;

- perfetta conoscenza del codice html e buona conoscenza di CSS;

- buone conoscenze di copywriting, in quanto risulta oggi indispensabile saper scrivere un buon testo;

- conoscenze, anche teoriche, sul funzionamento di un server e tutto quello che riguarda l'area sistemistica;

- discrete conoscenze su web design, usabilità e sottosistemi collegati.

Come vedete, il mio profilo idale è un Seo tecnico, capace però di intervenire anche in ambito marketing e copy.

Tra le varie indicazioni, il profilo di programmatore penso sia uno dei requisiti indispensabili per fare il Seo.

Non tanto per poter intervenire in autonomia su codici di programmazione, anche se questa possibilità, soprattutto con progetti medio e piccoli, diventa spesso una necessità, in quanto conoscere un linguaggio lato server apre notevolmente il ventaglio di opzioni possibili.

Per darvi un esempio di quanto sopra indicato, vi racconto un caso personale.

Tanti anni fa, nel 2003, l'agenzia per la quale lavoravo prese un lavoro molto grosso, battendo diverse agenzie che si erano presentate.

I concorrenti avevano presentato progetti da 20, 50, 100 parole chiave mentre noi presentammo un progetto ambizioso: 6 milioni di visite SEO nei primi 12 mesi.

Il progetto era Prendicasa, versione online del gruppo Attico. Partivamo con un dominio nuovo, appena registrato, e dovevamo battere la concorrenza, piuttosto agguerrita, di colossi come Casa.it.

Il mondo Seo di allora era molto diverso da quello di oggi. Il rewriting in ambiente Linux era alla prima versione mentre non esistevano ancora alternative pratiche in ambiente Windows.

Per complicare le cose, il progetto sarebbe stato realizzato in ASP, quindi basato su Windows. (Maledetto Murphy).

L'idea alla base di questa proposta, era logicamente semplice ma molto complessa da realizzare.

Partendo da una matrice di 2,1 milioni di parole chiave, ovvero la combinazione di regioni, province e oltre 8100 comuni e 20 elementi distintivi, avremmo dovuto sfidare i concorrenti gestendo la logica 1 pagina = 1 parole chiave.

Non c'erano alternative plausibili allora.

Non potendo usare il rewriting, mi feci consegnare il template in ASP, applicando quelle variabili necessarie per personalizzare le pagine.

Tramite un sistema da me realizzato in linguaggio Php e database Mysql, crei uno script in grado di generare fisicamente, come se fossero realizzate a mano, tutte le 2 milioni ottantuno mila quattrocentoventicinque pagine necessarie (per essere precisi :-) )

Da caricare poi via FTP.

Furono necessari diversi tentativi per arrivare alla versione definitiva.  Ricordo che l'ultima versione da mettere online, iniziò ad essere generata il 24 Dicembre.

Lo script di generazione era temporizzato, in modo da non piantarmi il Pc. La generazione completa richiedeva quasi 9 ore.

Ricordo di aver zippato tutto e caricato via FTP, intorno alle 22 di quel giorno del 24 Dicembre, in quanto volevo approfittare delle festività per lasciare il tempo a Google di indicizzare il tutto.

A Gennaio, va online il sito con tutto l'impianto collegato.

Ora, il problema era potenziare il pagerank, allora estremamente importante.

Per velocizzare lo sviluppo di link, prendemo una decina di domini registrati ad hoc, ognuno contenente diverse centinaia di pagine, fornendo cosi link al sito principale e disponendo di un ampio ventaglio di opportunità per fare scambio link.

Cominciari a sparare link a raffica tra directory, scambi e sistemi borderline.

Qui arrivò però un imprevisto.

Una volta esistenva la cosidetta Sandbox, una sorta di limbo che spesso i siti dovevano varcare prima di poter essere posizionati su Google.
Era una sorta di anticamera di Google, che serviva al motore per mettere in standy i siti prima di capirne le potenzialità e procedere quindi alla valutazione in termini di posizionamento.

Per via delle dimensioni, del dominio nuovo e della linkbuilding in fase di sviluppo, il sito rimase in Sandbox per ben 4 mesi.

Di tanto in tanto guardavo il datacenter secondario di Google, allora accessibile online, dove era possibile visualizzare una sorta di anteprima futura di Google.

Il 7 Aprile, finalmente, il datacenter aveva accettato il sito che risultava praticamente ovunque o in top 3 su migliaia di parole chiave.

Il 9 Aprile, Google aggiornà il datacenter (allora l'aggiornamento era temporizzato e non continuo come oggi) e il sito passò da una decina di visite al giorno a oltre 10.000 da un giorno all'altro.

Dovevamo fare 6 milioni di visite entro 12 mesi, chiudemmo a 6 milioni di visite dopo soli 8 mesi.

Non avrei mai potuto nemmeno pensare di poter fare una cosa del genere, se non avessi avuto buone conoscenze di programmazione.
Non tanto per generare lo script, ma per ipotizzare una strategia del genere.

Ecco un altro caso.

Qualche anno dopo, approdai a Casa.it.

Il sito era considerato al top in Italia ma si trovava in una situazione di stallo tecnico.

Tutti i seo che mi avevano preceduto e l'agenzia che faceva consulenza in contemporanea a me, avevano tentato decine di diverse modalità di ottimizzazione, sperando di poter avanzare sempre di più.

Non ricordo bene, ma credo che in quegli anni (2004/06), il sito generasse circa 6 milioni di visite al mese.

Quando mi recai in piazza Ca Dolfin per presentare il mio progetto di sviluppo, la mia proposta fu accettata all'istante in quanto era completamente diversa da quelle vagliate fino a quel momento.

Dopo aver analizzato il sito, che allora era a pagerank 5, avevo intuito che l'unico modo di continuare a crescere e respingere l'avanzata dei concorrenti (che invece crecevano mese dopo mese), era quella di sbloccare lo stallo tecnico dovuto semplicemente al fatto che il potenziale del sito andava migliorato.

Cosi, firmai un contratto, basato su un fee mensile e due bonus piuttosto elevati collegati al raggiungimento di pagerank 6 e pagerank 7.

Iniziai cosi a lavorare di link building e dopo qualche mese (allora l'aggioramento e l'export in toolbar avveniva a cadenze quasi mensili) arrivammo a pagerank 6, mentre il sito stava crescendo in termini di visite.

Ora, il problema di passare da un pagerank 6 ad un pagerank 7, considerando che allora i PR7 in Italia si contavano con il contagoccie, e tenendo conto della scala logaritmica del sistema di pagerank, era qualcosa di particolarmente complicato.

Il portale Casa.it al tempo aveva dei minisiti collegati alle agenzie del tipo sito.it/nomeagenzia che attraverso dei frame, permettevano di visualizzare gli annunci delle agenzie.

Molte agenzie disponevano di un proprio dominio, usato come biglietto da visita. La proposta che presentai fu piuttosto azzardata.

Attraverso una decina di template grafici molto semplici, furono creati nei siti delle agenzie dei minisiti con ricerca e listato immobili.

Ricordo di aver scritto migliaia di descrizioni tutte simili, ma diverse, per completare la pagine delle varie agenzie.

Poi, passai al secondo step, ovvero includere tutti i domini disponbili in Dmoz, una delle principali fonti di Pagerank di quel tempo.

Quasi 6 mesi dopo, arrivammo a Pagerank 7 e ben 11,8 milioni di visite mensili.
E Casa.it fu acquistata dal gruppo Murdoch.

Potrei raccontarvi di quello che accadde dopo, ma è un storia molto divertente ma molto amara. Ve la racconterò un altro giorno.
Di casi dove la componente tecnicha mi ha permesso di raggiungere ottimi risultati sono davvero tanti, potrei scrivere 10 libri a riguardo. Ma quello che ho cercato di far trasparire, è come la conoscenza tecnica, possa aprirvi infinite strade.

Motivo per cui considero le competenze tecniche, di primaria importanza.

 

  1. Fabrizio Ventre

    Mi occupo di SEO e Lead Generation. Sono appassionato di tecnologia e innovazione e fondatore di alcune importanti testate hi-tech. Attualmente CoFounder e Seo Manager presso Omniaweb, Cofoudner Tag Padova, Hostplace.

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