Scacco matto a Google Penguin, 8 indicazioni da seguire

29/04/13 seo Seo panda 2 commenti 9367 letture
Scacco matto a Google Penguin, 8 indicazioni da seguire
Chi ha seguito il mio webinar durante l'utlimo WM di Ottobre/Novembre 2012, sa che mi sono occupato molto da vicino delle problematiche connesse a Google Panda e Google Penguin.
 
 
Di recente, ho concluso un ampio test condotto su diversi siti Internet, per validare una intuizione che avevo avuto analizzando alcuni comportamenti sospetti di Google, partendo dai dati consutivi ottenuti dai ranking di controllo.
 
Il test, ripetuto 4 volte, su 4 domini differenti e 4 parole chiave particolarmente competitive, mi ha permesso di confermare questo metodo di sviluppo valido sia in siti affetti da Penguin (in questo caso 2 siti testati), sia su siti non affetti da Penguin o comunque privi di segnali particolari.
 
Nella mia esperienza di link building effettuata per diversi siti, avevo notato a partire dalla scorsa estate, di un certo rallentamento da parte di Google, e quindi dei ranking, nell'assorbire correttamente il potenziale passato da un backlink.
 
Diversamente da prima, dove i link venivano fagocitati rapidamente e rapidamente influivano sui ranking successivi, da qualche mese avevo notato un netto rallentamento su alcune tipologie di link, una quasi totale neutralità su altre tipologie.
 

Partiamo dai dati conosciuti:

 
- i backlink ricavati da footer e sidebar non generano effetti particolarmente significati sul posizionamento del sito web qualora gli stesse vengono ripetuti in tutto il sito.
 
- i backlink presenti su queste aree, ottengono un minimo impatto qualora limitati ad una pagina singola e non ripetuti in tutte le pagine;
 
- i backlink inseriti in homepage, non hanno particolari impatti nel sito, qualora venga linkato il dominio, mentre hanno un discreto impatto se vengono linkate le pagine interne.
 
- i backlink applicati su aree content, generano un buon impatto sul sito ricevente, a condizione che non vengano ripetuti in tutte le pagine del sito che ospita la "nostra recensione"
 

Il test effettuato

 
Come recuperare quindi link validi, avendo tante limitazioni nella fase operativa?
 
Tralasciando le utopie tecniche del caso, spesso pubblicate online ma di fatto impercorribili dalla stragrande maggioranza dei siti web (della serie, se produco bulloni, qualche cavolo di contenuto straordinario potrò mai pubblicare?), seguendo l'intuizione di quanto sopra indicato come punt fermi di partenza, ho provato a modificare i backlink, seguendo queste semplici regole:
 
1) Non ripetere il link in tutte le pagine ma concentrati esclusivamente sulla pagina più affine in termini di contenuto;
 
2) Non iniziare il content con un link esterno.
 
3) Inserisci 2 link applicando un link alla homepage del sito, un secondo link specifico su una pagina interna, adottando una anchor text divesa e specifica del caso
 
4) Inserisci le stesse parole linkate, anche come semplice testo.
 
5) Non inserire il link a fondo testo, cerca di restare nella parte centrale (se il vostro content è di 50 parole, mettete i link tra la ventesima e la trentesima parola).
 
6) Crea box content di almeno 50-80 parole.
 
7) Aggiungi immagini, con alt contenenti le parole chiave dei link esterni
 
8) Non linkare keyword singole, ma opta per keyphrase, anche se contengono stop words.
 

Scacco matto a Google Penguin

 
Come sappiamo, Google Penguin influisce sui backlink ottenuti e nello specifico, tende a ignorare una parte dei link in entrata del sito; nei casi più gravi, tende a ignorare in toto i backlink acquisiti.
 
Un sito colpito da Penguin, ha un andamento traffico come da Analytics sottostante
 
 
L'effetto di un blog post o di un box content ha permesso di ottenere ottimi risultati nella pagina interna linkata e, ripetendo il tutto per diverse pagine, ha creato una sorta di flusso positivo anche verso l'homepage, con potenziale che poi si è riversato nelle varie sezioni, potenziando il ranking anche di quelle non direttamente linkate.
 
Il test, ripetuto diverse volte, conferma questa tesi: il modo migliore di creare una solida e duratura struttura di backlink, è quella di linkare in modalità random, tutte le pagine principali del nostro sito, escludendo volontariamente la homepage o il dominio exact match
 
Lo sviluppo di link interni, crea a ricaduta, effetti decisamente positivi anche sul dominio stesso, in quanto si presume che ovviamente le pagine interne, contengano link verso l'homepage del sito.
 
Applicando questa metodologia di lavoro, è possibile recuperae gran parte delle risorse precedentemente ignorate da Google, e soprattutto, consentirà di non disperdere il lavoro su elementi e modalità di fatto ogni totalmente ininfluenti.
 
That's all folks
  1. Fabrizio Ventre

    Mi occupo di SEO e Lead Generation. Somo appassionato di tecnologia e innovazione e fondatore di alcune importanti testate hi-tech. Attualmente Seo Manager presso Omniaweb.

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Commenti

  1. Avatar

    Ciao , non ho capito bene questi passaggi, scrivi

    3) inserisci 2 link applicando un link alla homepage del sito, un secondo link specifico su una pagina interna, adottando una anchor text divesa e specifica del caso

    mentre nel terz'ultimo paragrafo invece:

    il test, ripetuto diverse volte, conferma questa tesi: il modo migliore di creare una solida e duratura struttura di backlink, è quella di linkare in modalità random, tutte le pagine principali del nostro sito, escludendo volontariamente la homepage o il dominio exact match

    ---

    cioè nel sunto metti di escludere volontariamente la home page..ma uno dei 2 links nel contenuto non è diretto proprio alla stessa?

    ho capito male?

    grazie

    Rispondi
  2. Avatar

    Ciao marco,

    le due azioni sono complementari:

    1) metti il link alla homepage + un link alla pagina interna
    2) metti solo link alla pagina interna

    l'importante è non mettere solo link alla homepage; se possibile meglio mettere come nel punto 1; se non posso per ragioni di spazio o altro, allora vado al punto 2

    Rispondi
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