Google: Siti Informativi vs Siti E-commerce

13/03/06 e-commerce E-commerce 0 commenti 3048 letture
Google: Siti Informativi vs Siti E-commerce

Spesso, nei vari forum di settore, si polemizza sulla maggiore facilità per un sito informativo di scalare le serp su Google rispetto ad un sito e-commerce, adducendo a motivi politica economica in quanto, secondo molti, un sito di ecommerce in bassa posizione rappresenterebbe per Google incassi maggiori dal sistema AdWords.

Personalmente dubito che Google possa adottare una simile strategia e per esperienza posso addebitare tali difficoltà/diversità ad una semplice questione di concorrenza e dotazione tecnica.

Ecco, secondo me, i veri problemi riassunti in 3 punti.

I) Il settore e-commerce diventa sempre più iper competitivo
Lo sviluppo di Internet post bolla speculativa, la difficoltà delle economie europee nei mercati tradizionali e la ricerca di nuove nicchie di mercato spinge ogni giorno nuove aziende ad attingere al canale Internet come strumento principale o essenziale per la diffusione del proprio business, spostando a volte l'intera filiera distributiva e commerciale sulla grande rete.
Rispetto al 2004, poco più di un anno fa, la presenza di siti di vendita è più che raddoppiata non solo nel numero ma soprattutto nella capacità e quindi nella potenzialità commerciale dei singoli e-commerce contro un bacino d'utenza cresciuto di molto ma a tassi più contenuti rispetto all'offerta.
Con poco più di 1.000.000 di acquisti online in Italia (dati: 2005), e considerando che il 20% dei siti produce almeno il 70-80% del fatturato complessivo, appare evidente come l'equilibrio domanda-offerta sia fortemente inclinato a favore di quest'ultima con il risultato di bacini d'utenza sempre più frammentati e ridotti che implicano una maggiore capacità di analisi, ricerca e filtri.

II) La maggior dei siti e-commerce sono stati realizzati in economia seguendo schemi ormai sorpassati e dispersivi.
Come da tradizione made in Italy, 9 ecommerce su 10 sono stati realizzati in economia, ovvero sfruttando le conoscenze tecniche del singolo imprenditore coadiuvato generalmente da un software Open Source,  da un manuale e da qualche tutorial pescato online.
Risultato?
Conoscenze approssimative e improvvisate, siti tecnicamente e strutturalmente ormai sorpassati e commercialmente dispersivi, scarsa o nulla considerazione sui potenziali clienti (un sito che ha una homepage da 3.4 Mb poi si chiede perchè non vende...), assenza completa del concetto di search engine friendly, layout realizzati alla buona e spesso poco curati anche dal punto di vista di testi e contenuti.

III) La maggior parte dei siti ecommerce è ancora convinta che basta avere un sito per vendere.
Un sito e-commerce che rinuncia in partenza a farsi trovare dai propri clienti è un fallimento preannunciato.
Con l'enorme frammentazione dei potenziali clienti, diventa molto molto difficile riuscire a trovarli, per cui diventa molto meno oneroso fare la cosa più semplice e ovvia: farsi trovare.
Un utente che arriva nel nostro e-commerce tramite una particolare ricerca su un motore è già mentalmente predisposto ad una possibile conclusione positiva della sessione di shopping, diversamente invece accade quando un utente arriva nel nostro sito tramite sollecitazione esterna effettuata tramite un banner o una mail promozionale.

Oltre a questi tre punti, più dipendenti dal sito stesso che dal contesto circostante, la fortissima crescita tecnica dei siti informativi giustifica questa notevole e netta disparità di trattamento per semplici motivi:

- I siti informativi sono generalmente tecnicamente più avanzati e in linea con le necessità indotte dalla concorrenza e dalla evoluzione del mercato;
- I siti informativi spesso guadagnano mediante pubblicità: hanno quindi lo scopo principale di assorbire quanto più traffico possibile;
- I siti informativi includono a volte sistemi interni di comparazione prezzi o vetrine dei vari merchant che risultano più appetibili agli occhi dei potenziali consumatori;
- I siti informativi danno innanzitutto informazione, poi cercano di monetarizzarti in uno o più modi;
- I siti e-commerce sono poco attratti dalle potenzialità dei contenuti online. Preferiscono linkare un sito informativo piuttosto che investire nei propri contenuti.
- I siti e-commerce si accalcano tutti su un ristretto gruppo di keyword non conoscendo minimamente le reali keyword di riferimento;
- Gli algoritmi di ricerca spesso includono siti informativi anche su Keyword commerciali per bilanciarne il risultato;
- I siti e-commerce dispongono generalmente degli stessi prodotti; solitamente fanno a gara a chi li dispone peggio.
- I siti informativi, per via del loro status, ricevono molti più link dall'esterno rispetto ai siti di vendita;

 

 

  1. Fabrizio Ventre

    Mi occupo di SEO e Lead Generation. Somo appassionato di tecnologia e innovazione e fondatore di alcune importanti testate hi-tech. Attualmente Seo Manager presso Omniaweb.

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